Orti di Orfeo


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Marta Innocenti 18 Settembre 2020

Ora lo chiamano "giardino di Via della Braina", ma una generazione di noi, che ha partecipato a un'antica battaglia per difenderlo, lo chiama "Orti di Orfeo". Vi allego, sotto, una storia degli Orti che affiggemmo per la festa di strada della ROC del 9 aprile 2016. La prima parte è un riassunto della scheda di Diverdeinverde; la seconda, quella con la storia recente delle vicende degli orti, non era mai stata raccontata prima.

GLI “ORTI DI ORFEO”
Questo grande giardino è uno degli ultimi esempi di orti ex-conventuali nel centro di Bologna. La presenza degli orti è documentata già a metà del ‘600, quando l'antico Oratorio degli Ognissanti, affacciato su Via della Braina, fu trasformato in chiesa, e le case vicine divennero sede di una congregazione religiosa: l’orto serviva al sostentamento dei confratelli.
Nel ‘700 la chiesa e il convento di Via della Braina furono acquistati da un ordine religioso femminile, e anche in Via Orfeo sorse un nuovo istituto di proprietà delle Francescane Terziarie di S. Maria della Vittoria, dette del Pozzo Rosso. Fu in quel periodo che venne creato l’ampio orto che dà su Via Orfeo: oltre a fornire frutta e verdura, disponeva di un pozzo e di una piccola peschiera a forma di mezzaluna; l'acqua per l'irrigazione era assicurata da una derivazione proveniente dal Canale di Savena.
Entrambi gli istituti furono soppressi nel 1810 da Napoleone, e sia gli edifici che i terreni furono in seguito comprati da privati. Il complesso di Via della Braina, in particolare, venne acquistato nel 1857 dalla famiglia Ranuzzi, e divenne sede del Pio Istituto Sordomute Povere di Bologna, un'opera pia dedita alla cura scolastica ed educativa di fanciulle sordomute, rimasta attiva per circa un secolo.

Pur essendo stata acquistata da privati, l’area ha incredibilmente conservato le dimensioni e le caratteristiche dell'antico orto. Per molti anni, il giardino è stato curato dai coniugi Boschi, che avevano un negozio di fiori in Via Orfeo (ora in Via Castiglione), e in quel periodo era possibile visitare l’orto.
Nei primi anni ’2000, avendo saputo che la proprietà progettava di distruggere l’orto per creare un parcheggio sotterraneo, un gruppo di residenti e cittadini organizzò una serie di vivaci proteste, che si protrassero per diversi anni, con iniziative di ogni genere, tra cui una raccolta di firme (4000) e diverse edizioni di una Festa di Via Orfeo (durante una di queste venne tenuto un pranzo di strada a cui partecipò l’allora sindaco Cofferati). Fu in queste occasioni che l’orto prese a essere chiamato, per brevità, “Orti di Orfeo”. Alla fine, l’orto venne salvato. Adesso è chiuso al pubblico, ma viene mantenuto in perfette condizioni. Un noto ristorante del centro lo utilizza per cene all’aperto.

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