Manifesto della Roc
Versione aggiornata della locandina affissa nelle nostre bacheche di Via Rialto
CHE COS’È LA ROC
La Rialto-Orfeo-Coltelli Social Street, meglio nota come ROC, è un gruppo indipendente da partiti o religioni che si propone di riunire gli abitanti della zona per creare un punto di riferimento dove condividere idee, necessità, progetti, iniziative. Ѐ nato il 4 Ottobre 2013, quindi è stato uno dei primi a Bologna, dopo quello di Via Fondazza. Come tutte le Social Street, è un gruppo informale e privo di status giuridico; la maggior parte delle funzioni vi è svolta da sei amministratori, che si avvicendano liberamente nei vari compiti.
I membri della ROC comunicano fra loro su Facebook attraverso la pagina privata del gruppo (dove attualmente – 9 giugno 2021 – gli iscritti sono 1178) e attraverso una pagina pubblica, Roc Social Street - Comunicazioni. Ma il gruppo vuole allargare il più possibile i contatti anche fra coloro che non sono su Facebook o non possiedono un computer. Questo è lo scopo principale delle due bacheche di Via Rialto, accanto al cinema (dove c’è anche una cassetta della posta per comunicazioni dirette con gli amministratori). Inoltre era uno degli scopi principali per cui erano stati istituiti gli incontri settimanali che si tenevano regolarmente al Fram Café di Via Rialto 22 per l’ordinazione della verdura biologica di produzione locale del Gruppo d’Acquisto Solidale, e che erano aperti a tutti.
La ROC ha partecipato alla realizzazione delle feste di Via Orfeo del 9 aprile 2016 e dell’8 aprile 2017. Il 10 marzo 2018, con la collaborazione dell’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, ha organizzato un incontro intitolato “Occhio al raggiro”, in cui un esperto, membro della Polizia Locale, ci ha spiegato come difenderci dai molti possibili tentativi di imbroglio e di furto. Nel luglio del 2018, la ROC ha lanciato l’iniziativa “Non siete soli in questa estate”: alcuni volontari, abitanti nella zona e conosciuti da noi, si sono resi disponibili a svolgere piccole commissioni per chi ha difficoltà a uscire. L’iniziativa è poi andata avanti, con il titolo “Non siete soli”, ed è stata affiancata da altre due: “Al cinema o a una mostra con te”, in cui alcuni volontari accompagnavano una persona non vedente, e “Tu leggi, io ascolto”, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e con Radio Oltre, la radio dell’Istituto dei Ciechi Cavazza: una serie di registrazioni della durata di un’ora (tuttora disponibili su Internet) in cui due persone del quartiere, ogni volta differenti, leggevano brani di libri scelti da loro, creando un’antologia audio varia e inaspettata.
Nel luglio e agosto del 2018, la ROC ha raccolto fotografie scattate dagli abitanti della zona per un concorso fotografico intitolato “Le vie messe a fuoco”. Cento delle fotografie arrivate sono state esposte in una mostra che il Quartiere S. Stefano ha ospitato nella sua sede al Baraccano. In questa occasione, abbiamo potuto votare la foto che preferivamo: così in questa gara siamo stati allo stesso tempo concorrenti e giudici.
Le fotografie avevano come tema i molteplici aspetti, non soltanto belli, della vita nel nostro quartiere. Il periodo della loro raccolta ha segnato una presa di coscienza condivisa fra gli abitanti. Ne sono scaturiti due nuovi progetti, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Uno è intitolato “Portici felici”, ed è stato avviato nel settembre del 2019: si tratta di una campagna di sensibilizzazione e promozione al risveglio civico, mirante a combattere lo stato di incuria di portici e marciapiedi (che non è solo antiestetico e antigienico, ma anche potenzialmente pericoloso per i passanti) con azioni di cura e di rispetto. L’altro, intitolato “Città dialogante”, si propone di rendere fisicamente fruibile la città a ciechi e ipovedenti, attraverso un piccolo progetto di arredo e grafica urbana che trasformi queste strade in prototipi di vie per ipovedenti. A questo progetto è stato assegnato il terzo premio del concorso “Bologna Città Civile e Bella - Giampiero Mucciaccio 2019” del Centro Antartide.
A partire dallo scoppio della pandemia di Covid-19, la ROC ha coordinato un gruppo di volontari che svolgevano commissioni per le persone impossibilitate a uscire. Contemporaneamente, ha avviato una collaborazione con il programma “S. Stefano nel cuore” del Quartiere S. Stefano e con alcuni negozi della zona, per la raccolta di generi di prima necessità, da consegnare alle famiglie che si trovano in difficoltà economiche a causa della pandemia. Abbiamo poi dovuto sospendere questa attività, per motivi indipendenti dalla nostra volontà. L’iniziativa “Portici Felici” nel frattempo è ripartita sotto il titolo “AmateVie”, in collaborazione con la UICI e il Comitato I Mirasoli. L’obiettivo è tuttora quello di promuovere il rispetto e la cura dei beni comuni e in particolare la consapevolezza dei problemi di chi transita per le strade, soprattutto dei ciechi e degli ipovedenti. Rispettando le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, stiamo creando dei videoclip su questi argomenti: li diffonderemo man mano con i mezzi a nostra disposizione. E, nel quadro della campagna "Il mare comincia qui", abbiamo cominciato a distribuire in dono i nostri posacenere tascabili, accompagnati da un flyer che spiega perché il gesto abituale e distratto di buttare per terra il mozzicone della sigaretta appena fumata in realtà ha conseguenze gravissime e durature per l'ambiente e per noi stessi.

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